Pompe Monovite – Caratteristiche generali

Le pompe monovite “Bellin” sono realizzate in una esecuzione molto semplice e senza bisogno di particolari manutenzioni: le parti soggette ad usura possono essere infatti facilmente sostituite sul posto senza fare ricorso a personale specializzato. Le pompe monovite sono utilizzate in servizi molto gravosi per il convogliamento di fanghi abrasivi, liquidi viscosi, olii o emulsioni ecc. Oltre al pompaggio di liquidi difficili in servizi “pesanti” le pompe monovite sono utilizzate con successo nel pompaggio di liquidi delicati o prodotti tixotropici o solidi in sospensione riducendo al minimo l’aerazione e l’agitazione del fluido.

spaccato


VANTAGGI
Le pompe monovite “Bellin” presentano numerosi vantaggi rispetto ad altre tipologie di pompe che ne consentono un utilizzo estremamente diversificato:  

  • autoadescante fino a 7-8 mt. di profondità;
  • particolarmente idonea per il trasferimento di prodotti densi e viscosi anche con elevata abrasività;
  • flusso continuo/assenza di pulsazioni e minima turbolenza;
  • alta resistenza all’abrasione;
  • assenza di valvole all’interno della pompa;
  • minima manutenzione;
  • bassa rumorosità;
  • pompe “volumetriche” che garantiscono quindi una portata quasi proporzionale al numero dei giri permettendone quindi l’utilizzo anche come pompe dosatrici.
  La PRESSIONE della pompa monovite dipende dal numero di stadi del rotore e dello statore:    
       
  1 stadio_pag8 1 STADIO:
fino a 6-7 BAR
 
  2 stadi_pag8 2 STADI:
fino a 12-14 BAR
 
  4 stadi_pag8 4 STADI:
fino a 24-28 BAR
 
       

 


 

PRINCIPIO DI POMPAGGIO

La pompa monovite “Bellin” appartiene al gruppo delle pompe rotative volumetriche. Il principio della pompa monovite consiste in un “rotore” – vite elicoidale metallica – che ruota dentro uno “statore” – parte fissa egualmente elicoidale in gomma vulcanizzata in un cilindro di ferro – facendo avanzare il fluido in una serie di cavità lungo l’asse della pompa.

 

 

La “portata teorica” nella pompa monovite è una funzione della velocità e della dimensione del rotore. La “portata” teorica è quindi la seguente:

Qth = 4*e*D*Ps*n*60

Dove:

  • Qth Portata volumetrica teorica [me = Eccentricità del rotore [m>[/m